Lavoro domenicale ed esigenze di imprese e territorio: “gli strumenti contrattuali esistono, vanno raffinati per applicarli alla nostra realtà e migliorare gli stili di vita”
Pubblicato da redazione il 25 marzo 2008 | | Nessun Commento
“In una comunità cittadina, ciascuno si deve sentire rispettato, e l’organizzazione del lavoro deve strutturarsi su misura delle persone, impiegando tutti gli strumenti a disposizione nella massima flessibilità”, entra subito nel vivo delle questioni locali Elisa Marchioni, la candidata alla Camera dei Deputati per il Pd di Rimini, che questa mattina ha incontrato la stampa introducendo alcuni temi della campagna elettorale, durante la presentazione, insieme al segretario Pd di Rimini Andrea Gnassi, degli strumenti di comunicazione e del nuovo sito: www.elisamarchioni.it.
Elisa Marchioni ha espresso la sua posizione sul problema delle domeniche lavorative, di questi tempi argomento di contesa fra lavoratori e datori di lavoro degli esercizi commerciali sulle prime pagine nella cronaca locale. “Il lavoro è lo strumento per sostentarsi economicamente, ma anche per dare il proprio contributo alla crescita sociale, al miglioramento della realtà cui partecipiamo e, a livello personale, è il modo per dispiegare le potenzialità di ciascuno” -ha sostenuto la candidata riminese del Pd-. “La prima riflessione che mi viene da proporre è quindi relativa al valore che riveste il lavoro di ciascuno: senza lavoro non esiste società e crescita personale. Al lavoro si accompagna anche e necessariamente il tempo del riposo. A nessuno può essere sottratto per logiche di mero profitto il diritto al tempo libero, da dedicare al risposo, alla famiglia, e, per chi crede, alla Messa domenicale. Lo sostiene la Dottrina sociale della Chiesa, lo sottolinea la nostra Diocesi e lo ribadiscono anche, dal loro punto di vista, i lavoratori. E’ molto importante che quando per esigenze di lavoro non è la domenica il giorno libero, il riposo sia però comunque ben disciplinato e tutelato per contratto. Domeniche ‘chiuse’ e dunque città ed esercizi commerciali serrati nei giorni festivi? Io credo che possa esistere una conciliazione, fra i diritti di chi ha necessità di comprare anche ad orari inconsueti, di chi lavora e chiede di riposare, e di chi offre lavoro, e che in zone turistiche o popolate, può ritenere l’apertura domenicale un’opportunità di lavoro e di guadagno, in un’epoca come quella attuale dove l’economia risente di una crisi ampia e trasversale. Credo che la strada possibile di conciliazione sia che, nel rispetto di chi chiede di non lavorare nei festivi, si possano applicare contratti part-time per lavoratori da impiegare nei sabati e le domeniche. Sono contratti già esistenti, e che si possono migliorare ulteriormente per una più ampia applicazione, con il contributo delle parti interessate. In questo modo, non si vincola chi lavora per tutta la settimana a farlo anche nei festivi, mentre si offrono posti di lavoro a norma di legge per chi, ad esempio, studenti universitari, durante la settimana fa altro e con un impiego anche solo per 8 o 12 ore settimanali aggiunge risorse, magari per mantenersi agli studi.”
“Non dobbiamo ragionare per contrapposizioni o per steccati ideologici. Le risposte che le categorie giustamente chiedono stanno in un’organizzazione più intelligente del lavoro: nello spirito del programma del Pd, che esplicita la flessibilità e nuove forma di part-time per le donne come strumenti validi per trovare il modo di conciliare la vita della famiglia e il lavoro. Tipologie di contratto riconosciute e dotate di un grado di flessibilità maggiore andrebbero anche nella direzione di un miglioramento degli stili di vita”. “Come la Diocesi ha sottolineato – ha precisato Elisa Marchioni riprendendo il pensiero del Vescovo di Rimini – non possiamo pensare che sia il mercato a determinare la possibilità di incontrarsi delle famiglie”.
Le parole della candidata riminese vanno a declinare nella realtà locale quella che è la linea programmatica del Partito Democratico. I 12 punti per un’Italia nuova si traducono in 12 impegni per il territorio riminese, tenendo ben presente la sua complessità di tradizioni e vocazioni.
“Il lavoro e le imprese sono una forte priorità per Rimini. I rilievi Istat ci dicono che a differenza di molte altre province italiane la nostra ha segnato un più 6,2% di crescita nell’ultimo periodo. Un dato molto positivo che va consolidato. Favorire lo sviluppo delle aziende locali significa in primis impegnarsi nel completare la rete delle infrastrutture del territorio e snellire le procedure burocratiche”.
Nelle proposte del Pd il potenziamento dell’economia va di pari passo con le politiche di sostegno al lavoro. “Rimini registra il 28% di lavoratori atipici. Inoltre, il sistema delle imprese come si caratterizza oggi, non è in grado di assorbire tutti i giovani laureati locali. In generale occorre una nuova spinta. Più sicurezza, incentivi a chi assume a tempo indeterminato, più opportunità per le donne. Un compenso minimo di 1000 euro ai precari. Saranno queste le basi per rilanciare il mercato del lavoro sia a livello nazionale che locale” ha aggiunto infine Elisa Marchioni, condividendo pienamente la linea espressa da Walter Veltroni, “il nostro è un programma concreto che intercetta le necessità del territorio ed è in grado di offrire delle risposte valide per tutti”.
Tags: campagna elettorale > contratti atipici > contratti di lavoro > economia > Elisa Marchioni > imprese > lavoro > Partito Democratico > programma elettorale > Rimini
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