Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

Il sito della parlamentare del Partito Democratico di Rimini

“Il dialetto è un mondo da difendere, da salvaguardare, da portare con noi nel futuro”: Elisa Marchioni a “Le parole da non scordare”

Pubblicato da redazione il | 7 Aprile 2008 |

Elisa Marchioni con Word, Andrea Gnassi, Piero Meldini, Gianfranco Miro Gori“Alcuni pensieri, alcune parole esistono solo in dialetto, che spesso mi capita di usare perché hanno più colore. e del dialetto amo la concretezza, una forza espressiva che riesce a regalare delle immagini”. E’ il dialetto secondo Elisa Marchioni, intervenuta a “Al paroli da nu scurdé”, la manifestazione organizzata al porto di Rimini domenica 6 aprile. Elisa Marchioni mentre scrive sul muro una parola in dialetto riminese da portare nel futuroNel luogo più amato della città, quando c’è il sole, la domenica, tra terra e mare, sulla palata, politica e cultura, impegno e tradizioni si sono date appuntamento in modo originale, attraverso l’arte e la riflessione. Una a ricordare vecchie tradizioni o a trovare nuove formule, l’altra a riscoprire il perché delle nostre parole, restituendo loro una storia.

Elisa scrive sul muro una parola in dialetto da portare nel futuroAccanto al palco un muro, sul quale scrivere le proprie parole in dialetto da portare nel futuro. “Ho portato con me due parole, “sgudeble” e “luloun”, due parole intraducibili in italiano”, dice Elisa Marchioni. Sul palco si sono appena alternati un rapper, Word, che canta in dialetto, “aggiornando - dice Piero Meldini, lo scrittore e studioso riminese che alterna la letteratura alla ricerca delle nostre radici - quelle che erano le zirudele di Giustiniano Villa, gli stornelli di protesta popolari”. Word, rapper in dialetto, mentre canta in rimineseMa anche comici, come come Marco Bianchini, che gioca con la politica interpretando un futuro assessore al dialetto, con tanto di programma elettorale. O Liana Mussoni, attrice, che recita, quasi cantando, le poesie dialettali dei poeti consacrati.

Elisa Marchioni al porto di Rimini, durante la manifestazione Pd Le parole da non scordare“Mia madre era di piazza Tre Martiri, mio padre di Viserba: il mio è un dialetto un po’ spurio. Ma lo pratico. Il dialetto è una lingua da tutelare e da salvaguardare, va parlata ai bambini. E’ un mondo, una cultura che non è possibile perdere, perché il dialetto è un modo di essere, non solo di pensare”.

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