Ddl 112: i contributi per l'editoria per la libertà di stampa
Libertà di stampa: i Parlamentari del Partito democratico difendono i contributi alle cooperative editoriali
Senza i contributi all’editoria, per molte cooperative editoriali la sopravvivenza sarebbe a rischio. All’interno del Disegno di legge 112, che converte il Decreto legge presentato dal Governo e sarà in discussione in questi giorni in Parlamento, un articolo (l’art 44) elimina di fatto i contributi diretti, rendendo problematiche le prospettive di lavoro per molte testate, e con grave danno per la democrazia e per la libertà di stampa.Un pacchetto di emendamenti all’art 44, presentati dai parlamentari del Partito democratico chiede invece che i contributi vengano garantiti. Prima firmataria degli emendamenti su questi temi, Elisa Marchioni.
L’art 44, il cui sottotitolo recita un innocuo ‘Semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria’, indica che i nuovi criteri di erogazione dei contributi andranno stabiliti tenendo conto «delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell'editoria, che costituiscono limite massimo di spesa». Ma i conti non tornano, visto che i contributi da distribuire quest’anno, con la normativa vigente, assommano a 589 milioni di euro e il limite massimo di spesa per il 2008 è però fissato a 414 milioni; limite che scende a 307 per il 2009 e 266 milioni per il 2010. Come e dove, con che criteri verranno effettuati i tagli? I parlamentari del Partito democratico hanno chiesto che vengano garantiti i contributi previsti, quest’anno e nei prossimi, a garanzia di una pluralità di voci nell’informazione che garantisca una democrazia e una libertà di stampa fondamentali per la società in cui crediamo.