Turismo: l’audizione in commissione Attività produttive con il sottosegretario Brambilla
Pubblicato da redazione il | 19 Novembre 2008 |
Un’ora di incontro, tanti temi sul tavolo legati al turismo, le imprese, le proposte per affrontare la crisi: davvero deludenti però i contenuti dell’audizione con il Sottosegretario Michela Brambilla che si è tenuta mercoledì in Commissione Attività produttive. Avrebbe dovuto essere una “seconda puntata” dell’audizione dello scorso 22 luglio, con le risposte ai molti interrogativi rimasti senza risposta alla fine dell’incontro, e riprendendo i tanti e urgenti temi legati al comparto del turismo in Italia. Il Sottosegretario Brambilla si è però limitata nuovamente a prendere atto della crisi economica in atto a livello mondiale, all’interno della quale i dati esprimono la crisi del comparto turistico. Ha quindi ammesso che le possibilità di azione sue e del Governo in questo settore sono limitate: le risorse sono poche e le necessità molte, dal potenziamento delle infrastrutture alla realizzazione di una promozione unitaria del marchio ‘Italia’ sul mercato internazionale, alla ristrutturazione di Enit, l’ente nazionale per il turismo. Il Sottosegretario Brambilla ha espresso soddisfazione per il lavoro finora svolto, che ha portato all’approvazione del nuovo sistema di classificazione delle strutture turistiche. Infine, in vista anche della stagione turistica invernale, ha sottolineato come la concorrenza dei Paesi nostri competitor, con i pacchetti che sono in grado di proporre, risultano spesso più appetibili di quanto messo in campo da noi.
L’audizione si è conclusa con l’impegno del Sottosegretario a tornare presto in Commissione. Nella speranza che questo si realizzi, ci sentiamo anche di auspicare che ci sia maggiore concretezza nell’affrontare i temi proposti.
Le proposte del Partito democratico per il comparto turistico (sono intervenute in Commissione Elisa Marchioni e Laura Froner):
- il turismo necessita di meno tasse: sia di un’aliquota Iva uguale per tutti, e uguale a quella applicata negli altri Paesi Ue, che di sgravi per chi innova, ristruttura e acquista strutture finora in affitto
- Il turismo va liberato dalla troppa burocrazia: serve una decisa semplificazione e una maggiore chiarezza sulle competenze, tra demanio, permessi Asl, autorizzazioni comunali… Perché non pensare dunque ad uno Sportello unico provinciale dedicato?
- Il turismo necessita di una governance che metta insieme tutti i soggetti che contribuiscono a questa fondamentale industria del Paese: dallo Stato (che ha ridotto i già magri stanziamenti in Finanziaria), alle Regioni, agli enti locali e le associazioni di categoria.
- Al turismo fa bene la chiarezza legislativa, dando finanziamenti e piena attuazione alla Legge 135
- Al turismo serve che le banche riaprano credito con garanzie che gli imprenditori siano in grado di reggere, con la garanzia dello Stato, così come è indispensabile per i piccoli e medi imprenditori, che credono nel proprio lavoro e necessitano di un accesso veloce al prestito. In periodi di crisi come quello attuale, il rischio è che l’alternativa sia la tragica caduta nelle mani degli usurai per affrontare la momentanea necessità di liquidità.
- Al turismo serve una vigilanza attiva, perché in periodi come quello che stiamo attraversando, si accentua il rischio di pericolose infiltrazioni mafiose: per chi si trovi in difficoltà, un’offerta in denaro in contante superiore al valore dell’immobile rappresenta una tentazione a cui è difficile resistere.
- Il turismo ha bisogno di idee e soluzioni per superare la crisi: negli anni ‘60, si pagava la benzina ai tedeschi che arrivavano in vacanza in Riviera, la proposta del ‘buono’ per la vacanza, in aiuto delle famiglie in difficoltà può trovare applicazione, ma va precisato e finanziato, non solo annunciato sui giornali.
Per chi vuole approfondire:
L’Italia fa abbastanza per sostenere l’impresa turistica? L’indagine conoscitiva sul settore turistico, svolta nel 2007 dalla Commissione Attività produttive della Camera ha individuato numerosi punti di sofferenza fra i quali , oltre ai problemi della governance, all’incompleta attuazione della legge sul turismo del 2001, all’insufficienza della promozione turistica, alle difficoltà nella formazione del personale, proprio la carenza nella qualificazione e nell’ammodernamento delle strutture. La legge finanziaria del 2007 ha previsto per il triennio 2007-2009 una serie di misure volte a favorire la ripresa e l’ammodernamento del settore turistico (rifinanziamento del Fondo nazionale per il cofinanziamento di interventi regionali, autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro annui per il sostegno del settore, stanziamento di 48 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009 per incentivare l’adeguamento dell’offerta delle imprese turistico-ricettive); ma la legge finanziaria di quest’anno non rinnova alcuna misura per settore turistico.
Infine, con il suo Odg alla Finanziaria, per chiedere che vengano applicati agli immobili turistici gli stessi sgravi fiscali del 36% di cui gode chi ristruttura la propria abitazione, l’on. Marchioni ha rivolto un appello: “L’Italia è Paese straordinario. Ha un patrimonio ineguagliabile che è una ricchezza straordinaria per tutti: 5.000 km di costa balneabile, 68.000 kmq di superficie forestale, 146 riserve naturali, 2.100 siti e monumenti archeologici, 20.000 rocche e castelli, 40.000 dimore storiche, 128 parchi tematici, 185 località termali. Luoghi meravigliosi, serviti da 33.411 alberghi, 2.374 campeggi e villaggi turistici, 11.525 aziende agrituristiche, 10.583 agenzie di viaggio, 95.000 posti barca in porti, 77.807 ristoranti, trattorie, pizzerie, 390 aziende termali (fonte Censis, 2004). Non trascuriamoli, non dimentichiamocene”.
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