Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

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Alcune proposte del Pd in tema di economia: meno tasse sulla tredicesima, le «condizioni» alle banche: aiutare le famiglie

Pubblicato da Elisa Marchioni il 25 novembre 2008 | | Nessun Commento

La crisi non sarà breve. Né sarà facile uscirne. Secondo l’Ocse: L’Europa dei Quindici avrà un saldo positivo pari all’1% nel 2008, una contrazione nel 2009 pari al -0,6% e una risalita per il 2010 con crescita pari al 1,2%. Discorso più cupo per l’Italia dove la recessione già iniziata quest’anno (-0,4%) proseguirà per gran parte del 2009 (-1,2%).

Le proposte del Pd. A fronte di questa crisi, il Partito democratico ha proposto di ridurre le tasse su stipendi e pensioni per una media di 400 € l’anno a partire dalla prossima tredicesima; di tutelare economicamente chi perderà il lavoro; di garantire il credito alle piccole e medie imprese; di sospendere i tagli nei settori strategici, rilanciare le infrastrutture e finanziare le infrastrutture europee con l’emissione di titoli pubblici dell’Unione, come fu proposto vent’anni fa da Delors e poi contrastato dai conservatori europei.

Decreto Salvabanche: il Partito Democratico ha chiesto che la possibilità che lo Stato diventi azionista delle banche sia limitata ai soli casi estremi, quando la banca è sull’orlo dell’insolvenza o di una grave crisi di liquidità. Negli altri casi, e sempre su proposta della Banca d’Italia, l’intervento pubblico può assumere la forma dell’acquisto da parte dello Stato di obbligazioni o altri strumenti finanziari emessi dalle banche coerenti con l’obiettivo di rafforzarne i coefficienti patrimoniali.

Affinché la politica pubblica non si limiti a “salvare le banche”, ma possa esercitare un vero effetto di stabilizzazione dell’economia, i benefici dell’intervento non devono fermarsi ai bilanci delle banche, ma devono trasmettersi fino ai bilanci delle famiglie e delle imprese.

Cosa chiedere alle banche: alle banche “aiutate” vanno, secondo la nostra proposta, poste quattro condizioni:

  1. aiutare a loro volta le famiglie. E lo possono fare in due modi: abbassando i tassi variabili a cui sono agganciati i pagamenti dei mutui per l’acquisto della prima casa
  2. impegnandosi a non far scattare le ipoteche sulle prime case delle famiglie in difficoltà
  3. aiutare a loro volta le piccole e medie imprese, impegnandosi a mantenere inalterato il trend storico dei flussi di credito erogati a questo importante comparto del sistema produttivo italiano
  4. modificare gli schemi retributivi del proprio management, escludendo per almeno un anno la corresponsione di premi e bonus, e impegnandosi a rivederlo nel medio periodo.

Per dare piena trasparenza al “nuovo” intervento pubblico, il Partito Democratico propone l’istituzione di un Comitato per l’attuazione delle misure per la stabilità del sistema creditizio, presieduto dal Ministro per l’economia e le finanze, che relazioni sull’attuazione degli interventi al Parlamento e alla pubblica opinione con cadenza mensile per i primi sei mesi e successivamente con cadenza trimestrale.

Fondi pensione: i Fondi pensione hanno registrato negli ultimi 10 mesi dell’anno performance negative, un dato che ha portato anche la Covip, la Commissione di vigilanza sui Fondi pensione, a chiedere al governo strumenti di tutela per quei lavoratori che, avendoli scelti, si ritrovano così a essere danneggiati. Ma la richiesta del Pd, presentata in un emendamento, di tutelare i fondi pensione e non solo le banche è stata bocciata dalla maggioranza.

Più aiuti ai comuni. Sono le amministrazioni locali a realizzare quasi l’80% degli investimenti pubblici, che rischiano di essere completamente congelati in tutto il Paese. Il Pd ha chiesto al Governo di anticipare la data di sblocco dei lavori, sbloccando almeno parzialmente il patto di stabilità interno 2008 per i Comuni, stralciando la norma dal disegno di legge finanziaria e inserendola in un decreto-legge, come ad esempio il 154/2008 riguardante gli Enti locali.

Fannulloni. Dimezzate le assenze nel settore del pubblico impiego? Lo ha annunciato il ministro Brunetta. Più semplicemente: sono meno i permessi, ma il conto torna a quanto accadeva prima dell’insediamento del Ministro conteggiando tutte le tipologie di assenze: infatti, i dipendenti differenziano con più attenzione permessi e ferie. O non erano fannulloni anche prima, o lo sono rimasti tutt’ora. Annunci a parte.

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