Ho votato convinta per Dario Franceschini. Ecco perché.
Pubblicato da Elisa Marchioni il | 23 Febbraio 2009 |
Sabato scorso, all’assemblea nazionale costituente del Partito democratico, ho votato per l’opzione di eleggere il segretario e ho poi votato per Dario Franceschini. Convinta. Convinta dalla sua assunzione di responsabilità concreta e dal discorso programmatico deciso che ha fatto. Abbiamo scelto un segretario fino al congresso di ottobre: non è una scelta di ripiego, che rifiuta il confronto interno, ma una scelta di opportunità, nel senso positivo di una scelta che sa valutare il momento più consono e più adatto, davanti agli impegni che ci attendono. Il Partito democratico è un’auto da corsa che necessita di una revisione. Non di facciata: questi entusiasmanti primi mesi di vita del partito e di attività hanno portato alla luce grandi valori e mostrato anche la necessità di sciogliere alcuni nodi non secondari, sulla forma e la sostanza dell’identità del partito, dalle ragioni profonde alla forma organizzativa in cui è strutturato (o non lo è ancora). Il congresso che ci attende ci dovrà portare ad un confronto vero, spendendo tutte le energie migliori che riusciremo a mettere in campo, con il tempo di preparazione che servirà, le mozioni anche distanti, la necessità di valutare il percorso fatto, difendere quello in cui ci riconosciamo per non ricominciare daccapo, e indirizzare quello che verrà. Per questo l’ipotesi del congresso ad ottobre mi convince di più: da adesso a giugno, il Parlamento dovrà affrontare, tra gli altri, il voto sul federalismo fiscale, la riforma della giustizia, il testamento biologico; avremo in tutto il Paese la campagna elettorale per le elezioni amministrative di giugno, e per le europee. Non possiamo farci trovare ai box, fermi per restauri, dovremo poter correre. E ora siamo in grado di farlo: le dimissioni di Walter Veltroni ci hanno costretti a fermarci a riflettere; l’assemblea di sabato è stata una messa a punto sui temi fondamentali, sui quali il nuovo Segretario ha espresso posizioni esplicite di linea per il partito, che hanno trovato appoggio nell’assemblea che lo ha votato a grandissima maggioranza. Su questa base, e sull’unità intorno a questi temi, da oggi potremo già lavorare. E potrà lavorare anche Dario Franceschini… a lui, gli auguri di saper tenere la barra dritta in questo periodo burrascoso e complesso.
Una riflessione aperta: sul fatto che il nome, e la successiva disponibilità di Franceschini, sia stato indicato dalla segretaria nazionale come soluzione temporanea del dopo-Veltroni, si è letto e sentito di tutto, la ‘decisione dell’oligarchia’, tornano ‘i caminetti’… Credo ci sarà utile riflettere anche sulla nostra realtà e su che partito vogliamo, se un gruppo dirigente che non si assume responsabilità viene rimproverato dai propri elettori di non esprimersi e non saper decidere di nulla, ma se invece propone qualcosa (peraltro senza imporre, ma sottoponendo la proposta all’Assemblea nazionale eletta con le primarie), viene accusato di dirigismo che esautora la base…
Comments
Leave a Reply
You must be logged in to post a comment.