Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

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Buon 8 marzo. A Ingrid e a tutte!

Pubblicato da Elisa Marchioni il 7 marzo 2009 | | Nessun Commento

Ho incontrato Ingrid Betancourt alla metà di dicembre scorso. L’ho ascoltata ricordare gli anni trascorsi incatenata ad un albero, la paura di essere dimenticata, il terrore di essere uccisa, la lucida comprensione che tutti i suoi carcerieri, giovani di quattordici, quindici anni, provenienti dallo stesso villaggio, erano diventati guerriglieri per non morire di fame. Ciò che ha vissuto questa donna non è certo facilmente replicabile; le risorse interiori con cui ha affrontato ogni giorno della prigionia ci sembrano straordinarie. Ma sono, allo stesso tempo, anche la stessa forza davanti alla stessa fragilità, lo stesso coraggio per combattere le difficoltà della vita, a cui ogni giorno le donne fanno ricorso. Oggi, il Presidente Napolitano ha premiato i talenti delle donne attraverso otto persone eccellenti, una direttrice d’orchestra, una fisica al vertice del Cern di Ginevra, la vicedirettrice della Banca d’Italia, la vicepresidente dell’Unione famiglie handicappati, la prima ballerina del Royal Ballet di Londra. Di donne straordinarie, ce ne sono tante anche da noi, dal mondo delle imprese alle associazioni, dalle amministrazioni ai sindacati. Donne che lavorano per le donne (e per gli uomini), che affrontano la crisi, che mette a rischio tra le prime cose proprio il loro lavoro, che vivono la famiglia, che non si fanno cancellare dalla violenza, che si assumono la responsabilità di fare la propria parte. Le donne, note e sconosciute, meritano, tutte, di vedere realizzate vere condizioni di parità, troppo spesso e in tanti ambiti diversi, garantita solo a parole. Servono regole, serve applicare bene le regole, serve che le donne per prime ci credano, serve costruire la cultura che permetta il cambiamento che ancora non è compiuto. Forse non serve, e di sicuro non basta, una festa. Ma un momento per fare il punto, per non sentirsi sole, può essere un buon inizio. Le donne sanno fare cose straordinarie; concludo segnalandone una. Ingrid Betancourt aveva davanti molti modi per uscire dalla sua esperienza. Tutti avrebbero capito se lo avesse fatto con  rabbia e con odio. Il primo impegno che si è presa, tornata libera, è stato di promuovere un progetto a favore dei bambini del villaggio da cui provenivano i suoi carcerieri: perché possano almeno scegliere il proprio futuro. Buon 8 marzo, Ingrid, il primo da donna di nuovo libera. E buon 8 marzo a tutte.

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