Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

Il sito della parlamentare del Partito Democratico di Rimini

Benedizione, no grazie? Io dico sì al rispetto, no alla neutralità

Pubblicato da Elisa Marchioni il | 5 Aprile 2009 |


Un Direttore didattico ha chiesto al parroco di passare a benedire la scuola in orario non scolastico per non offendere col gesto gli studenti che non condividono la tradizione culturale cattolica. E’ accaduto vicino a Rimini. Lo prendo a spunto per una riflessione più ampia sul rispetto e l’identità, l’incontro, e la società che stiamo costruendo. Sul caso singolo non intendo entrare, non ho nulla da insegnare al Direttore: amo la scuola e so bene che gestirla, di questi tempi, è un’impresa non da poco. Ma sul tema più ampio del rispetto delle diversità…vorrei dire la mia.Credo sia giunto il momento. Ebbene sì, quando ci vuole ci vuole. Chiudiamo tutte le piadinerie. ‘Cassoni’ (o cascioni, ma non è qui il luogo per la  diatriba) compresi. Perché la loro presenza, presentando un prodotto incontrovertibilmente tradizionale locale che affonda la propria rotonda saporosità nella storia romagnola dei tempi che furono, non possa più in qualche modo offendere chi appartenga ad una cultura culinaria diversa. Via anche la ‘palata’; e perché conservare Arco d’Augusto e Ponte di Tiberio? Saremo mica forse ancora Romani?! Sì, sono segni di cosa siamo stati, da dove veniamo, ma inutili fardelli verso il futuro in cui saremo tutti uguali; e dunque, via presepe, albero di Natale, crocefisso nelle aule ma anche via il calendario: ci sono popoli che seguono differente scansione di anni e capodanni. Via ogni festa, rito, onomastico; via la storia familiare e collettiva, via l’arte, la letteratura, via la memoria e i personaggi, tutti troppo, decisamente troppo italiani; e saremo finalmente neutri. Privi di passato, privi di radici, di racconti dei nonni, di quella tradizione grande e dei piccoli gesti che costituiscono l’ossatura del quotidiano.

Caro Signor Preside che ha preferito non far entrare il parroco per la benedizione della scuola per non offendere i bambini  di diverse tradizioni religiose: io non credo che l’integrazione consista in un’operazione di sottrazione, nello stare accanto tra persone diventate tutte uguali eliminando le differenze. Credo che invece sia l’incontro vero, curioso, e rispettoso, non sempre facile, tra persone che hanno patrimoni di storie, di passato, di riferimenti e valori diversi. Per cui, non vedo in che modo il parroco avrebbe potuto offendere chi non creda con la benedizione cristiana; fatto salvo che il principio sancito dalla Costituzione consente anche all’Imam della comunità musulmana di far visita ai propri fedeli, e così per gli altri. Lo Stato laico per essere di tutti non diventa di nessuno: invece, io credo metta tutti sullo stesso piano di diritti e di rispetto. Le nostre scuole sono molto accoglienti, e dovunque  sono previsti menu che rispettino i precetti alimentari; e gli insegnanti fanno i conti con le aspettative e le richieste di tutte le famiglie.  La multiculturalità non ricomincia da capo, su una tabula rasa, annullando differenze e colori. E’ l’arcobaleno delle diverse esperienze che si contaminano e si mescolano: ha presente la musica? Provi ad affacciarsi nelle aule, i bambini ci sono maestri in questo:  gli adulti sono in difesa, arroccati dietro elenchi di rischi presunti; loro, giocando al di là di ogni pregiudizio ed etichetta, sono già molto più avanti.

Comments

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.