Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

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Intervento in aula: città sicure perché coese, non perché assediate dalle ronde

Pubblicato da Elisa Marchioni il | 7 Aprile 2009 |

Intervento in aula oggi nel pomeriggio dell’On. Marchioni, nella discussione sul decreto del Governo ‘in materia di sicurezza pubblica’. L’ On. Marchioni ha espresso il proprio dissenso dal provvedimento del Governo; e nell’intervento (della durata di un minuto) ha dicharato che non possono essere le ronde a qualificare la convivenza civile. La sicurezza che i cittadini chiedono giustamente e che va garantita perché è un bene fondamentale che consente la libertà per ciascuno di vivere serenamente, non può essere equivalente all’arroccarsi in difesa, al vivere spaventati, atteggiamento che quindi, arriva a legittimare l’aggressività, la difesa che è un attacco preventivo fai-da-te. L’unica via è riconquistare le città tornando ad abitarle, ad esserne protagonisti riscostruendo, laddove si sia deteriorato, il tessuto di fiducia e collaborazione fra cittadini. Ritrovando lo spirito di una comunità che si ritrova. E lo si fa davvero, ad esempio, l’On. Marchioni ha spiegato come la chiave di cambiamento del modo di vivere la città sia esplicito nel progetto ‘La città dei bambini’, il progetto di Francesco Tonucci del CNR, che pone i bambini al centro della vita delle città. Una città a misura di bambino è una città sicura per tutti; e consente a tutti di vivere liberi. Non è un progetto utopico: ha cambiato profondamente in meglio periferie di città difficili con Buenos aires… L’On. Marchioni ha ricordato infine che ora sembra diventato remoto quanto accadeva solo poco tempo fa: se un paio di decenni fa era normale che i bambini andassero a scuola da soli, ora pare un azzardo anche solo pensarlo; e ha concluso affermando che sia possibile, e sia un dovere per la politica, non pattugliare le città decretandone la deriva, la fine civile, rendendole un presidio insicuro per definizione ma invece tornare a costruire comunità, rendendo le città delle società sicure perché coese, integrate, accoglienti.

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