Povertà, sicurezza, immigrazione e disabili: a tutto campo con Livia Turco a Rimini
Pubblicato da Elisa Marchioni il | 29 Maggio 2009 |
Tante donne e tanti uomini, ieri, per incontrare Livia Turco: prima alla Cella di Misano, insieme al candidato a Sindaco Stefano Giannini e alla candidata al Consiglio provinciale Nadia Moroncelli; poi a San Vito, con il candidato per Santarcagelo Mauro Morri, Leonina Grossi e Lucilla. Infine, a Sant’Andrea in Casale di San Clemente, dove alle 22.30 c’erano più di 160 persone ad attendere l’ex Ministro, accompagnata dall’On. Marchioni e insieme a Stefano Vitali e Andrea Gnassi. Il confronto su temi fondamentali della campagna è stato vissuto in un clima di affettuoso ‘bentornata’ per da parte di molte donne che con Livia Turco hanno condiviso anni di storia: ad accoglierla infatti c’era Giovanna Filippini, parlamentare dagli anni ‘80, e molte che con lei hanno vissuto la feste delle donne che veniva organizzata in piazzale Fellini, davanti al Grand Hotel. Per Livia Turco, forte è anche il legame con Santarcangelo, il luogo dove nacque la prima ‘Banca del Tempo” voluta da Cristina Garattoni, Sindaco della città clementina: Livia Turco ha ricordato come da quell’intuizione, arrivata poi in Parlamento davanti al Ministro del lavoro Tina Anselmi, nacque poi un dibattito che portò alla concretizzazione di provvedimenti importanti come le leggi per i congedi parentali. L’On. Marchioni ha affiancato Livia Turco nel percorso nel territorio riminese, e lo ha descritto così: “Tre tappe in tre luoghi che non sono le piazze centrali; ma è proprio lì che noi incontriamo le persone, dove vivono, dove lavorano, perché non esistono luoghi importanti e luoghi marginali, sotto i riflettori e fuori dal nostro interesse. Anche le localizzazioni sono state una scelta; e la risposta delle tantissime persone, una conferma. E’ un segno: la politica è a fianco delle persone per risolvere i problemi insieme a loro; per ascoltare, e rispondere. Come abbiamo fatto da sempre in questa terra: distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, siamo ripartiti per ricominciare. E per fortuna, conservando la voglia di fare, di fare bene e di continuare ad indignarci quando per i bambini stranieri la risposta è classe differenziata perché non interferiscano, quando la dignità degli anziani in difficoltà è risolta con 40 euro di Social card, o quando la maggioranza vota contro la Mozione contro le povertà che abbiamo presentato in Parlamento, proprio a prima firma Livia Turco.”
“Chi crede nel sociale ha una marcia in più nell’amministrare la cosa pubblica, perché ha disponibilità verso le persone e conosce i loro problemi, li affronta. Stefano Vitali sarà un buon presidente non solo perché ha amministrato a lungo, proprio su questi temi, ma perché ha vissuto pienamente questa disponibilità umana”. Così Livia Turco, arrivata a Rimini per parlare, in questo ultimo scorcio di campagna elettorale, dei temi della crisi economica, vista però dal punto di vista dei più deboli. Questioni al centro del dibattito nazionale e territoriale, per le ricadute che avrà anche sugli enti locali. Da poco è stata bocciata la sua mozione per promuovere una “politica organica contro la povertà - dice l’ex ministro Pd al Welfare - abbiamo la necessità di investire in modo strutturale per combatterle, per sostenere chi ha un lavoro precario, le donne, il lavoro ma sopratutto i giovani , che si trovano ora a fronteggiare da una parte l’abbandono scolastico, per sostenersi, dall’altra l’instabilità del lavoro”.
Una proposta che fa il paio con quella presentata dal segretario Pd Franceschini, “che voleva istituire un fondo di 300 milioni per gli enti locali e il volontariato, per combattere la povertà estrema. Lo vediamo ogni giorno: alle Caritas e alle strutture di sostegno aumentano le persone che chiedono aiuto. Noi abbiamo cercato così di contrastare i tagli del Governo agli enti locali, parliamo di 600 milioni, ai quali dobbiamo aggiungere il taglio dell’Ici alle fasce più ricche. E ai comuni in cambio non è stato dato nulla. Anzi, sono tagli che si sommano alle riduzioni del Fondo sanitario nazionale, meno 7 miliardi di euro. Tagli che si rovesciano sugli Enti locali e quindi sulla popolazione”.
Livia Turco parla anche del tema immigrazione, sopratutto in relazione con le necessità della nostra Provincia, dove nel settore turistico i lavoratori stranieri rappresentano una grande percentuale della forza lavoro impegnata nel creare la vacanza. “La realtà ci dice che abbiamo bisogno degli immigrati, non della schizofrenia della Lega. Anzi, è proprio questa schizofrenia - abbiamo bisogno del contributo degli stranieri eppure li vogliamo cacciare - che genera un a grande insicurezza sociale. Tutte le politiche del centrodestra si basano su questo, rendendo difficilissimo il lavoro e l’integrazione”.
Si avverte dal tono appassionato con quanta partecipazione Livia Turco ha discusso in aula della Mozione sulla disabilità e si accinge a dare battaglia sulla legge per le cure palliative: un’occasione per dare dignità al momento della morte. Ma sulla legge, il Governo si accontenta di fare un manifesto, senza investire nemmeno un euro.
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