Alcool dopo le due di notte, Elisa Marchioni (Pd): “le iniziative estemporanee non reggono, presto alla Camera ci saranno le occasioni, occorre una proposta condivisa che affronti la materia”
Pubblicato da redazione il | 12 Giugno 2009 |
“Alcool dopo le due di notte, non bastano le iniziative estemporanee né gli incontri con i ministri, occorre una proposta seria e realmente condivisa, capace di reggere alle esigenze delle categorie economiche ma anche di dare risposte sul piano della sicurezza sociale e a chi è chiamato a far rispettare le norme. Il tutto in tempi rapidi: nei provvedimenti in discussione alla Camera ci sono le occasioni per presentare una proposta: non possiamo farcela sfuggire andando in ordine sparso con proposte inadeguate o velleitarie”. La parlamentare Elisa Marchioni (Pd) torna sullo stralcio avvenuto al Senato dell’emendamento che spostava a mezz’ora prima della chiusura dei locali la somministrazione degli alcoolici.
“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: il Pd è per togliere il limite attuale, così come crediamo che sia inefficace la linea del proibizionismo e la criminalizzazione delle discoteche e dei locali. Ma crediamo che con eguale chiarezza vada tutelata la sicurezza sulle strade con norme e mezzi adeguati. Lo stralcio a Palazzo Madama ha reso evidente la necessità di un lavoro condiviso che porti in tempi rapidi ad una nuova proposta da sottoporre alle Camere. E non parliamo di rimandare tutto alle calende greche: i provvedimenti adatti per inserire un emendamento ci sono, sono in calendario a Montecitorio, manca solo una proposta che regga ad entrambi i rami del Parlamento, stilata insieme a categorie economiche e che dia nello stesso tempo alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire con fermezza per garantire la sicurezza. E il Pd è più che disponibile a lavorare su una norma adatta: la chiediamo da tempo e con fermezza propositiva”.
“E’ un tema troppo delicato quello del consumo di alcool e del tempo libero: la prova si è avuta al Senato, dove nemmeno la maggioranza ha saputo trovare una soluzione condivisa. E alla minoranza non è restato che prenderne atto con rammarico. Questa situazione di stallo va affrontata e crediamo che l’unica via d’uscita sia un’azione davvero comune, che veda coinvolti tutti i soggetti interessati: che metta d’accordo le diverse anime del Governo, le categorie economiche e le necessità delle forze dell’ordine. Su questi presupposti la minoranza ha già dato la disponibilità a partecipare attivamente con capacità propositiva. Tentativi estemporanei ma senza una reale base di consenso, anche in seno alla maggioranza, non giovano a nessuno: né al nostro sistema economico, né alla sicurezza dei nostri ragazzi, né alla politica”.
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