I sette Comuni della Valmarecchia: il Senato approva, ora è legge l’arrivo in Provincia di RN
Pubblicato da Elisa Marchioni il 29 luglio 2009 | | Nessun Commento
I sette comuni dell’Alta Valmarecchia sono tornati riminesi, da oggi. E’ un passaggio storico, atteso, arrivato nel modo più condiviso con la larga maggioranza alla Camera e l’unanimità al Senato. L’Onorevole Marchioni, non nasconde la soddisfazione: “Non ne dubitavo. E’ un risultato storico. E’ un bel risultato, che accoglie le richieste espresse dai cittadini attraverso lo strumento del referendum, e lo fa in modo condiviso fra tutte le forze politiche, coronando il bel risultato del voto alla Camera, con l’unanimità di oggi al Senato. E’ vero che questa maggioranza avrebbe potuto, forse, facendo i conti, fare a meno del nostro voto favorevole: ma questa storica approvazione non avrebbe avuto la stessa valenza politica, per cui rivendico fino in fondo il contributo importante del Partito democratico “Da oggi, i residenti che declineranno le generalità potranno dirlo: saranno di San Leo, di Pennabilli, di Talamello, di Sant’Agata, di Novafeltria, di Maiolo, di Casteldelci… in Provincia di Rimini. Oggi poco dopo le 15, la Commissione I, Affari Costituzionali del Senato ha dato il via libera all’unanimità (e quindi, decretando l’approvazione della legge senza che il provvedimento debba passare dall’approvazione dell’aula) al progetto di legge che prevede il distacco dei sette comuni della Valmarecchia dalla Provincia di Pesaro e dalla Regione Marche e l’accoglimento nella Provincia di Rimini e la regione Emilia-Romagna. Il disegno di legge era previsto nel calendario della Commissione, ma non era certo si riuscisse ad esaminarlo in giornata. Invece, in un clima sereno e senza difficoltà, è arrivato l’esame del provvedimento e l’approvazione. Un minuto, e la notizia era già arrivata alla Camera, direttamente dal relatore per il Partito democratico Stefano Ceccanti, che ha spiegato come contestualmente, la Commissione ha anche approvato un ordine del giorno, recepito dal Governo, che impegna l’esecutivo a nominare subito il Commissario previsto dalla legge, a dare costanti e opportune informazioni ai cittadini sul passaggio di competenze e a monitorare attraverso i Prefetti l’applicazione della legge.
“Ora dovremo fare un buon lavoro nel passaggio alla Provincia di Rimini”, ha proseguito la parlamentare riminese “e l’ordine del giorno approvato indica la strada per rendere il passaggio operativo al più presto; la regione e la provincia si sono già attivate”.
“Vorrei anche ribadire che non è una vittoria per la Provincia di Rimini e l’Emilia Romagna, e una parallela sconfitta per Pesaro e le Marche; non è un percorso di sottrazione di territorio ma il riconoscimento che quanto richiesto da coloro che hanno votato per il sì al distacco con l’82% dei voti, è stato fatto secondo il dettato costituzionale e in base al vissuto di questi cittadini. La richiesta che ha portato al referendum non nasce dalla speranza di ottenere benefici fiscali o di altra natura economica, ma per coerenza con la propria storia”, ha concluso l’On.Marchioni, ribadendo quanto espresso in aula in occasione del voto alla Camera: “Con il voto positivo a larghissima maggioranza, ha trovato attuazione per la prima volta l’art. 132 della Costituzione; e quando la Costituzione trova attuazione, è l’Italia intera con i suoi principi e i suoi valori a trovare compimento”.
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