Elisa Marchioni alla Camera dei Deputati

Il sito della parlamentare del Partito Democratico di Rimini

E’ questa la mia e la nostra casa: da cattolica, nel Pd. Intervista.

Pubblicato da redazione il | 29 Gennaio 2010 |

Il Partito democratico è nato per essere la casa dei riformisti; è ancora così, e c’è ancora spazio per i cattolici democratici? Questo è il tema dell’intervista rilasciata al Corriere di Rimini.
On. Marchioni, dal testamento biologico, ai ‘Dico’ all’emiliana. E’ aperto il dibattito: nel Pd non c’è spazio per i cattolici?
Mi pare una lettura semplificata. E’ come se si misurasse tutto l’operato dei cattolici nella Dc come contrario all’insegnamento della Chiesa perché con la Dc al governo sono state approvate le leggi su divorzio e aborto.Però sono molti i cattolici in fuga dal Pd, ultimamente.
Nonostante i precisi richiami della Chiesa all’accoglienza degli immigrati, e al dovere dell’etica pubblica, e il fatto che i provvedimenti del Governo (e alcuni comportamenti individuali) vadano in altra direzione, nessuno mi pare abbia accusato i cattolici di centro destra di non spendersi per i propri valori, e nessuno di loro si sia dimesso dal Parlamento e dal partito. Mi pare che oltre ai temi di merito ci sia altro.

Chi se ne va, sostiene che il Pd non è più quello delle origini, è un progetto fallito e ormai  in via terminale.
Penso sia profondamente ingeneroso trarre oggi le conclusioni su cosa sia e cosa sarà il Pd, a meno che non si voglia fondare un partito all’anno. Penso che il discorso del Lingotto sia ancora valido, e chieda di essere compiutamente realizzato; e che abbiamo molto lavoro e la responsabilità di non tornare indietro, laici e cattolici, volti nuovi e conosciuti della politica e della società civile, spinti dal timore che sia troppo complesso costruirlo.

Domanda diretta: anche a Rimini esponenti di spicco  hanno annunciato di essersi sospesi, in attesa di lasciare il Pd;  cosa pensa allora della scelta di Vichi, e di chi lo seguirà?
Mi dispiace che, stando a ciò che ho solo letto sulla stampa, Vichi pensi seriamente di lasciare il Pd: io non vedo strade alternative, oasi dove rifugiarsi. Si poteva sperare di trovare un riferimento forte e disinteressato in lui, persona di grande intelligenza politica e di esperienza, in un momento di faticoso travaglio per la politica tutta, in cui anche il Cardinale Bagnasco auspica una nuova generazione di cattolici in politica, pensando al grande filone storico dei cattolici democratici, da De Gasperi a Moro e Zaccagnini, alle migliaia di donne e uomini che hanno speso la loro vita in buona coscienza per il bene delle loro comunità.

Anche una -eventuale- lista civica può aggregare territorialmente qualche scontento? Dà voce a quanto non è compiuto? E’ uno strumento per ritagliarsi così un ruolo? Ma la vera domanda è: ha o non ha il fiato corto? Mi raccontava un collega parlamentare, che nel ‘99, dopo una campagna elettorale che definiva ‘esaltante’, vissuta come esponente di spicco dei Popolari, il risultato uscito dalle urne si fermò al 4%: capimmo, mi ha detto, che ciò che il Paese chiedeva era altro da ciò che sapevamo proporre, che era tramontato il periodo dei cattolici in politica attraverso un partito riconoscibile come tale.

E, guardi, capisco la fatica di sentirsi ‘a casa’ nel Pd per chi ha vissuto esperienza di partiti fortemente identitari. Nel Pd la diversità di opinioni è una ricchezza ma anche una sfida continua, e non è uno slogan. Non è relativismo, non sono meno convinta delle mie ragioni, ma riconosco che ciascuno ha lo stesso diritto di esprimere le proprie: si chiama democrazia. La Costituzione è nata così: mi pare il migliore esempio che illumina anche chi vede più buio che luce davanti a sé.

Erano altri tempi…
Qui ci vorrebbe una risposta lunga come un libro di storia! Le rispondo così: si è rotto il patto di fiducia alla base della rappresentanza. Chi fa politica oggi eredita dal passato anche la necessità di ricostruire il percorso di fiducia e riconoscimento con i cittadini. E’ possibile, partendo dalle forze sane: la politica è esattamente lo specchio della società, non c’è una società civile tutta buona, operosa e corretta e una politica tutta malata, parassitaria e inetta. Noi abbiamo di fronte, politici e classe dirigente tutta, la sfida della competenza, dell’onestà, della lungimiranza.  Questa è una sfida per tutti, e  mi fa sentire profondamente responsabile, come persona impegnata in politica e come cattolica: non sono solo i temi etici, il banco di prova.

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